L’onestà paga sempre

Lunedì. Un lunedì come possono essercene tanti altri. Un lunedì che poteva iniziare male e finire peggio, come tanti altri. Eppure oggi, nella sfiga, ho avuto la fortuna di vedere una sfumatura di umanità che pensavo fosse ormai estinta.

Ma partiamo dal principio…

Non starò qui a tediarvi su come sia iniziata la mia giornata, vi basterà solo sapere che mezz’ora prima ero armato di aspirapolvere, aria compressa e mascherina impegnato a dare una ripulita a dei Client; mezz’ora dopo ero parcheggiato in disco orario (1h) mentre al piano di sopra si stava girando l’ennesima puntata di “SANTO BACKUP, se solo ci fossi stato tu” con la partecipazione straordinaria di “Controller RAID 5 sfanculato”. Insomma, quelle situazioni in cui qualunque scelta tu possa prendere, sarà sempre e solo l’inculata minore.

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Passano due ore circa e ancora non abbiamo trovato una soluzione, quindi io e l’altro tecnico ci ricordiamo del disco orario e scendiamo le scale che manco un teenager al termine dell’anno scolastico. Mi avvicino alla macchina e da lontano scorgo sul parabrezza un foglietto bianco… e già mi stava salendo una Decina del Rosario…

Mentre sto per avvicinarmi un signore, sulla quarantina circa, vicino alla mia Clio mi dice: “scusa ragazzo, è tua la Clio?”. La mia reazione iniziale è stata tipo…

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“Ciao ragazzo, scusami ma è successa una cosa. Stavo venendo indietro e la macchina ha urtato l’angolo della tua…”

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…LA MIA MACCHINA! LA MIA MACCHINA NUOVA! NUOVA DI UN MESE!
In quel momento ero così incredulo che non ricordo se provavo più rabbia per l’accaduto o sgomento per la macchina nuova. Il tutto ovviamente nei due secondi successivi alla visione del botto.

“No ma vai tranquillo, facciamo così, ho un amico che fa il carrozziere, oggi pomeriggio vieni qui che ci andiamo insieme e gli facciamo vedere il danno, così te lo sistema e poi ci penso io a tutte le spese. Poi vediamo se è una cosa complicata facciamo la denuncia, ma vai tranquillo! Ecco guarda, fai la foto alla mia macchina. Tieni, prendi il mio numero!”

Ci ho messo effettivamente qualche secondo in più a mettere a fuoco la situazione. Il tizio, dispiaciuto dell’accaduto, non solo mi aveva lasciato un biglietto (e che quindi non era una multa)…

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…ma era anche stato ad aspettarmi per una mezz’ora buona davanti alla macchina!

Voi… l’avreste fatto? Io sinceramente, così senza trovarmi in quella situazione, non saprei rispondere onestamente. Nella sfiga ho trovato una persona davvero onesta.

Ci lasciamo con un appuntamento per le 15:30 proprio lì, dov’è successo il danno, per andare insieme dal carrozziere. Recupero le mie cose e torno in azienda mezzo abbacchiato e con un “buco” nella macchina.
Fortunatamente il mio collega Michele, dalle 100 alle 1000 volte più esperto di me in auto, dopo averla vista mi tranquillizza dicendo “guarda qui, è plastica, un colpetto sotto qui e si sistema!”

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…e magicamente con una mano ha sistemato il 95% del problema! Anche qui, fortuna nella sfiga. Poteva prendere qualunque cosa, invece mi ha sfondato un paraurti di plastica sotto 30° al sole.

Ovviamente decido di rispettare l’appuntamento in quanto il problema non era comunque del tutto risolto, quindi alle 15.30 mi presento puntuale sul luogo del misfatto.
Da notare che il tizio alle 15.25 mi ha chiamato per dirmi che era lì ad aspettarmi. Wow!

Vabbè, arriviamo dal suo carrozziere e ovviamente apprezza la situazione attuale. Non se lo aspettava, aveva visto la foto del danno grave e ovviamente visto così era tutta un’altra storia. Gli dà qualche colpetto qua e la per raddrizzarla un po’ ma per fare un lavoretto fatto bene bisogna scaldarla un poco e da dentro ridare la forma morbida originale. Un lavoretto da poco, la vernice è perfettamente integra e non ci sono segni di plastiche consumate. Il carrozziere però non mi sembra convinto che possa migliorare più di tanto, per lui è già buono così. L’alternativa ideale secondo lui sarebbe cambiare tutto, però ovviamente il costo si alzerebbe decisamente!

Chiedo la facoltà di pensarci un minuto e nel mentre scambio qualche parola con Filippo. Mi ha spiegato che non ha preso la macchina con la retro ma, a causa della pendenza, della marcia non correttamente inserita e del freno a mano non tirato è andata indietro da sola! Quando si è accorto ha tentato di fermarla con la forza ma ormai era contro la mia macchina…
Il suo primo pensiero è stato preoccuparsi della macchina che aveva ammaccato e del proprietario che probabilmente essendo nuova magari la stava ancora pagando (prima rata dieci giorni fa… sigh). Oggi se ti va bene becchi solo bastardi che prendono e scappano.

Ma la cosa più terribile è stato scoprire che questo poveretto è anche disoccupato da novembre…
Lavorava come Guardia per un centro commerciale, ma la sua prima mansione era operaio in una cartiera. Oggi ormai è un lavoro che non esiste quasi più, e all’alba dei suoi 49 anni c’è poco che può fare.

Quando ho saputo che che era anche disoccupato mi è venuto un male dentro, un disagio così grande che non ho potuto non pensare alla sconcertante onestà dimostrata. Persone così oneste da far piangere. Una persona che, nonostante tutto, nonostante la situazione economica critica, ha deciso di dichiararsi colpevole e attendere che un qualsiasi sconosciuto X gli si presentasse davanti e ammettere “guardami, tu non c’eri ma ti ho aspettato per dirti che ti ho spaccato la macchina nuova”. Con i tempi che corrono potevo anche essere un pregiudicato dal nervo facile e la mazza ferrata in macchina. E invece lui ha avuto fiducia nel genere umano, nonostante tutto era lì, pronto anche a pagarmi un paraurti nuovo.

Ancora scosso per la situazione, faccio un respiro profondo e fisso l’intervento “veloce” (quindi non cambio paraurti) per giovedì mattina. Lui si è addirittura proposto di accompagnarmi al lavoro e riportarmi in carrozzeria. Tutti felici, ci salutiamo e tornando a casa mi fermo dal mio carrozziere di fiducia.

Gli spiego l’accaduto, gli mostro il danno, conferma che è un lavoro da pochi euro…

…fisso l’intervento, sempre per giovedì mattina. Richiamo Filippo e gli dico che tornando a casa ho mostrato il danno ad un mio amico e parlandone aveva un amico carrozziere che per una birretta mi dava una sistemata al paraurti.
Sinceramente non posso esserne certo, però non penso di aver mai sentito così tanti “scusami ancora” e così tanti “grazie mille davvero” in una sola telefonata.

Io sono giovane, ho la fortuna di avere un lavoro in un’azienda solida e di avere delle conoscenze e delle competenze che oggi servono. Per me sono solo pochi euro, un paio di giochi in meno, un paio di cinema brutti in meno, ma per chi non ha un lavoro anche 100€ possono essere la differenza tra un piatto in tavola e la fame.

Un giorno magari succederà l’opposto, forse, chi lo sa. Forse non avrò il coraggio di fare quello che ha fatto lui. Forse non sarò così onesto quando sentirò tremare il mio portafogli.

Oggi dovevo pagare io, è giusto così, perché l’onestà ha già pagato.

L’onestà paga. Sempre.

 

 

 

3 thoughts on “L’onestà paga sempre

  1. Plot twist: lui e il carrozziere di fiducia erano d’accordo, urtandoti la macchina ha solo creato il pretesto per portarti lì, farti compassione e pagare il pezzo nuovo che si sarebbero divisi, come si dice, fifti-fifti.

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