W la GamesWeek! (AKA gli Italiani non sanno fare la fila)

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Un po’ di commenti a caldo freddo di quanto visto oggi alla GamesWeek:

LAGGENTE! C’era talmente tanta gente che mi ha lasciato mostruosamente spiazzato. Gli altri anni alla GamesWeek c’erano un numero relativamente contenuto di visitatori, per un numero relativamente contenuto di contenuti. Quest’anno invece c’era una ressa veramente allucinante, ma soprattutto file ovunque. Fila per giocare alla PS4, fila per giocare alla XBox One, fila per comprare i gadget, fila di dodicenni nutellati che si spingevano manco quando entrano in disco per giocare a Call of Duty Ghost, fila per saltare la fila…

Ovviamente PS4 e XBox 360 One non le ho provate, soprattutto se per provare qualcosa che esce tra un mese circa devo farmi 2 ore di coda. Quello che ho fatto invece è stato guardarle da fuori e, sinceramente, mi aspettavo meglio. Cioè, non ho avvertito quello stacco netto che avvertii da PS1 -> PS2 e da PS2 -> PS3. Sì grafica bella, girava fluido, però boh come dire… same shit, again?!

Poi che dire, lo stand della ASUS, molto figo farsi le seghe guardando le schede video badass appese nelle teche, sìsì. Poi anche la zona MediaWorld, nel caso ti venisse lo stimolo improvviso di comprarti quei 400/500€ di tablet/telefono a cui non puoi resistere.

Tutto carino e puccioso lo stand Nintendo, come sempre del resto, dove quest’anno era molto PokéMon-centrico. Ho provato Mario Kart 8, bello però la grafica non mi ha convinto troppo. Credo che Wii U possa dare molto di più di quello. Troppo alias e le texture che distavano più di 2 kart di distanza già sgranavano. Sul gameplay non mi esprimo perché ero il P2 blindato ai controlli tipo volantino del Wii, quindi sembravo uno scemo.

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Il remake di A Link to the Past per 3DS mi ha lasciato piacevolmente soddisfatto. Nulla di speciale, semplicemente un bel gioco di Zelda old-school per 3DS da comprare. Super Mario 3DWorld non l’ho provato, troppa gente in coda e per un Mario che sicuramente avrò in casa non ne valeva la pena.

Grave mancanza imho la demo di Destiny. C’era solo un gigacoso che faceva da segnaposto a quella che sarebbe stata una delle file probabilmente più lunghe della fiera.

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Direi una normalissima fiera come tutte le altre, se non fosse che, a mia sorpresa, ho scoperto che lì, oggi, i cari amici di IGN avevano in prova LUI:

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Vi posso solo dire che per provarlo ho dovuto farmi 1 ora e mezza di coda. UN ORA E MEZZA. PER 2 (DUE) MINUTI FOTTUTISSIMI DI GIOCO. Coda che ovviamente un bimbetto nanerottolo cicciottello del cazzo ha abilmente saltato mentre si mangiava i suoi 3 chili di caramelle e con la stessa mano schifosamente appiccicosa pastrocchiava con un Galaxy S4 comprato con i soldini di papà. Perché giustamente devo fare la fila quando posso fare la sporca e saltarla? Probabilmente ha preso troppi pochi calci nel culo da piccolo per capire cos’è il rispetto per le persone. Aggiungiamo ovviamente anche i bastardi che si sono infilati dai lati pensando “che fosse quella l’inizio della fila”.
Ma vabbè, giusto per aumentare ancora di più la mia scimmia per l’aggeggio, appena sono entrato in zona visibilità ho scoperto che il gioco in prova era Half Life 2.

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Dunque, descrivere a parole quei due minuti è un po’ difficile. Appena l’ho messo in testa la prima cosa che ho notato è stato il peso, decisamente non indifferente. La sensazione quando si muove la testa è un po’ quella di avere un casco da moto di quelli leggeri ecco, però che pesa sul davanti. Sono presenti all’interno due cerchi molto luminosi, che una volta avvicinato il visore alla faccia si trasformano magicamente nell’immagine vera. Gli occhi ci hanno messo 2 secondi a mettere a fuoco la scena, ma purtroppo la qualità del display ad oggi è, purtroppo, oscena. Ho provato la versione 720 (quindi non 1080), però giocare a quella risoluzione a quella “distanza” è un bagno di sangue per gli occhi. Sembra di vedere una sala da cinema con una griglia davanti.
Superato l’impatto visivo deludente provo a muovere un po’ la testa: il feedback è ottimo. La velocità di risposta è quasi in tempo reale, ovviamente non lo è, ma i movimenti sembrano davvero mappati 1:1 con il gioco.
Superfigata! Provo a muovere il caro buon vecchio Gordon con il pad (eh sì, pad-merda) e l’impatto iniziale è stato a dir poco DEVASTANTE: un tonfo nello stomaco, un senso di vertigini assurdo e le gambe che mi sono mancate per qualche secondo. In quel frangente la mia mente ha addirittura pensato “per fortuna che tra 2 minuti finisce”. La sensazione di vuoto che ho provato è la stessa che si può provare in quelle giostre da discesa nei parchi di divertimento, ovviamente molto ridotta e contenuta.
Passati quei 10-20 secondi di svarione, il mio corpo ha ripreso coscienza e i miei sensi si sono adattati al piccolo gioiellino che indossavo. Il livello era la fuga da City 17 nei canali, con l’elicottero sopra la testa che ti inseguiva. Due minuti sono a malapena sufficienti per calibrare il mirino (che ora è mobile sullo schermo, non più al centro) e i movimenti della testa in base a cosa devi fare e dove devi andare. Per puntare l’elicottero in alto non è più sufficiente alzare lo stick, ma devi alzare anche la testa, altrimenti non lo vedi. Come se dovessi realmente guardare un elicottero sopra la tua testa insomma. Sensazione MERAVIGLIOSA. Meravigliosa come la sensazione di vuoto quanto salti giù dalle rive e dalle piattaforme, dove non avendo riferimenti immobili della stanza sembra veramente che sei tu stesso a cadere.
Appena sono tornato al mondo reale e mi hanno tolto il visore sono rimasto leggermente intontito per qualche minuto. Come appunto quando si scende dalle montagne russe, ecco.

Luce molto forte sparata diretta negli occhi in un ambiente completamente chiuso, cuffie isolanti e una mappatura della testa 1:1 con il gioco è qualcosa che forse non è alla portata di tutti. Tuttavia, rifarei quell’ora e mezza di coda senza pensarci 2 volte. Credo che, nonostante i difetti di gioventù, l’Oculus sia veramente qualcosa che può cambiare il futuro dell’intrattenimento. Non vedo l’ora di riprovarlo e di provare tutte le prossime versioni future fino alla release definitiva che, ottimizzazioni permettendo, mi farà giocare ai miei giochi preferiti senza soffrire nelle lunghe sessioni di gioco.

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Per concludere, vorrei salutare tutte le persone fantastiche che ho incontrato oggi a partire da Pako (@GameOverPako) ed Erika (@87arya) con tutte le @Games_Princess, il mio carissimo amico delle superiori Gianluca, compagno di giochi e momenti splendidi passati insieme, poi anche l’onnipresente @Tanzen e il team di Multiplayer.it, Ian (@MisterBlonde84) che non ci accordiamo mai ma ci troviamo ogni volta nel marasma di gente, un saluto anche a Emanuele e Tomas ormai sempre fissi allo stand Nintendo, il grandissimo Farenz (@AngoloDiFarenz) e last but not least un saluto anche a Marco @_Mdk7_ e a tutto il team di IGN Italia per avermi dato la possibilità di provare ciò che oggi non credevo fosse possibile provare.

Grazie gente. Alla prossima!

4 thoughts on “W la GamesWeek! (AKA gli Italiani non sanno fare la fila)

  1. Completamente d’accordo com te sull’Oculus. L’ho provato allo stand di GameTime ( sempre un ora e mezza di coda!) con tre giochini scemi ma che rendevano molto chiare le potenzialità dell’Oculus anche per giochi dai toni “calmi” ( mi sono intrippato per buoni 30 secondi a guardare una farfalla).
    Purtroppo anche per me ci sono stati fastidio, immagine poco nitida e terribilmente pixellosa e soprattutto nausea sia al primo impatto che una volta concluso il tutto.
    Nonostante questo, inutile dire che se potessi lo rifarei subito.
    Mi scoccia infine di non essere riuscito a incontrare ne te, ne aoimotion, ne Pako, ed aver visto solo da lontano le ragazze di Games Princess. Spero di incontrarvi prima poi😉

      • Ero al workshop sul game development di Microsoft che si teneva nella sala conferenze.
        Era il motivo “ufficiale” per cui mi trovavo lì. Poi ho scoperto che come sviluppatore avevo l’accesso gratuito alle esposizioni quindi ne ho approfittato fino alle 14, ma venendo in macchina da Trento ho avuto solo il tempo di dare un occhiata in giro e provare l’Oculus.

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